156 associazioni nazionali e locali  e migliaia di cittadini sono accorsi ai Fori Imperiali sabato 28 aprile per la Bicifestazione: un raduno nazionale per chiedere la realizzazione del manifesto di 10 punti: finanziamenti al trasporto pubblico, raddoppio delle infrastrutture del tpl, intermodalità, piani della mobilità, ciclabilità diffusa negli spazi urbani, spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, sosta a pagamento, limite dei 30 km orari e rispetto delle norme di circolazione. Punti che saranno presentati al prossimo Governo e alle amministrazioni locali dalle associazioni e dai gruppi di pressione sul territorio. Presenti in piazza anche tanti amministratori locali, politici e parlamentari.

Un caldo pomeriggio romano ha accolto persone in bici e a piedi. in mezzo alla folla, una scala a pioli come palco e un risciò con impianto di amplificazione, per rendere massimamente leggera l’organizzazione e la partecipazione di tutti. In apertura è intervenuto Paolo Gandolfi, ex-deputato e relatore della Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica: “Noi questa rivoluzione la dobbiamo fare per forza, non possiamo permetterci che le città siano un luogo infame dove si muore su strada, dove i bambini non sono sicuri e non si riesce ad avere delle relazioni e dove l’inquinamento produce ogni anno dei disastri; chi va in bici è portavoce di una città diversa, una visione che vale per tutti, abbiamo bisogno di regole nuove per permettere la convivenza tra utenti diversi, il codice della strada va cambiato”. Gandolfi ha pedalato da Milano fino a Roma facendo firmare il manifesto a tutti gli amministratori locali delle città toccate, e ha concluso il suo intervento tra scroscianti applausi.

Paolo Bellino, portavoce del movimento romano “Adesioni, programmi, congressi, non ci servono più a niente, è ora di passare ai fatti: 6 anni fa siamo scesi in piazza perché l’Italia doveva cambiare strada, ma non l’ha fatto, per questo siamo di nuovo qui, per ribadire con più forza, vogliamo il cambiamento e non ci rassegniamo”. L’intervento di Giulietta Pagliaccio di FIAB Onlus letto da Beatrice Galli: “alla politica chiediamo di aiutare il cambiamento con provvedimenti per velocizzare gli interventi sulle città perché ciò che manca maggiormente è il senso dell’urgenza: non possiamo attendere decenni per poter dare maggior sicurezza a chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto, non possiamo attendere decenni per avere un’ambiente più sano dove vivere, non possiamo attendere decenni per dare la possibilità ai cittadini più piccoli di poter crescere in autonomia nella loro città”. Luca Simeone, di Napoli Pedala “Se oggi siamo in tanti da tante città è perché la politica deve ascoltarci, non è possibile continuare a vivere così”. Marco Mazzei, da Milano “mi piacerebbe che i ciclisti venissero visti come i primi amici dei pedoni e di chi va in carrozzella, forse in questi anni non siamo sempre stati capaci di mandare un messaggio diverso”. Andrea Boraschi di Greenpeace ha sottolineato il rapporto tra abuso dell’auto e guerre energetiche che ti stanno consumando in tutto il mondo, mentre Elisa Gallo di Bike Pride Torino ha invitato a promuovere azioni dal basso. Ha concluso Simona Larghetti, Presidente di Salvaiciclisti Bologna e tra i promotori dell’organizzazione chiedendo un die-in e un minuto di silenzio per ricordare le vittime della strada e quanti hanno perso la vita a piedi o in bicicletta.

“vogliamo che i nostri figli vadano a scuola a piedi senza aver paura per le loro vite, da domani dobbiamo stare addosso alle nostre amministrazioni e non dargli tregua, perché realizzano quanto promettono, non vogliamo più ciclopedonali che tolgono lo spazio ai pedoni, vogliamo stare in strada in sicurezza, non lottiamo solo per il nostro benessere, ma per la felicità di ciascuno”.

A conclusione degli interventi, una bici bianca sollevata da tanti palloncini colorati si è librata in cielo sui Fori, a simbolo di memoria e speranza per il cambiamento richiesto, e la folla ha lasciato la piazza muovendosi in un libero gruppo pedalante per le vie della Capitale, coinvolgendo turisti e cittadini, con la conclusione al Parco della Cacciarella in cui i tanti cicloattivisti venuti da tutte le città d’Italia hanno potuto godere dell’ospitalità dei gruppi locali.

Ora il coordinamento nazionale della rete #salvaiciclisti e le associazioni aderenti sono in attesa della formazione del Governo per iniziare l’opera di pressione per il nuovo Codice della Strada, chiedendo conto delle tante adesioni raccolte anche da parte di formazioni politiche, costruendo una trasversale e permanente campagna per la recezione del Manifesto della Bicifestazione da parte dei decisori politici e delle amministrazioni locali.

Ringraziamenti particolari vanno alle aziende che hanno partecipato al Bicithon, la raccolta fondi che ha permesso la realizzazione della Bicifestazione, dimostrando di rispettare i propri clienti e di incentivare le azioni per farli pedalare in sicurezza: Selle Royal, sempre presente nelle azioni di sostegno dei ciclisti urbani, Bikeitalia.it, che ha offerto anche la media partnership, e Myfootbike, azienda di monopattini sportivi.

Ringraziamo anche Trenitalia che ha offerto uno sconto speciale del 30% per le Frecce a/r ai partecipanti della Bicifestazione, dimostrando attenzione e partecipazione attiva alla promozione dell’intermodalità, Atac per il supporto alla comunicazione sui propri canali e Clear Channel per la media partnership.

Foto di Sergio Gatto, tutti i diritti riservati

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