“Costruiamo noi la strada!” è lo slogan che accompagna il Bike Pride 2018, la IX edizione di una parata di biciclette e mezzi ecologici che dal 2010 porta ogni anno migliaia di persone in bicicletta fra le vie di Torino.

Lo slogan non è casuale: è figlio di una riflessione che porta direttamente alla Bicifestazione di Roma del 28 aprile.
A 6 anni dalla grandissima manifestazione ai Fori Imperiali di Salvaiciclisti si è sentita l’esigenza di dare un segnale forte a cittadini e istituzioni e il messaggio è forte e chiaro: “cambiamo noi la strada!”.
Se in sei anni di manifestazioni, convegni, progetti, modelli urbanistici e di viabilità efficienti realizzati nelle principali città europee e solamente da copiare, non è cambiato quasi nulla nel nostro spazio urbano (fatta eccezione per qualche realtà locale e una legge approvata importante ma ancora tutta da applicare) allora riprendiamo il cammino dal basso e “cambiamo noi la strada” a partire da una nuova e festosa manifestazione a Roma.

A Torino abbiamo lanciato quindi “Costruiamo noi la strada” perché combattiamo la stessa battaglia, perché siamo parte integrante di Salvaiciclisti, perché abbiamo dato origine al movimento e ne condividiamo il percorso e il ritorno in strada.

“Costruiamo noi la strada” è anche un modo per raccontare la strada come uno spazio pubblico da ricostruire e ripensare intorno alle persone e alle biciclette e non esclusivamente alle auto, come è avvenuto per tutto il ‘900.
È un legame col mondo del ciclismo urbano che si lega perfettamente con la Brompton World Championship, un evento che fa perno sulla bicicletta pieghevole, l’ingranaggio perfetto per raccontare l’intermodalità e la mobilità nuova.

Costruiamo noi la strada non è solo un modo diverso per dire “Cambiamo noi la strada”. La vogliamo proprio costruire e lo vogliamo fare con una raccolta fondi per creare una strada condivisa e/o una corsia ciclabile su Corso Palermo a Torino, uno dei corsi meno ciclabili di Torino Nord.

Fabio Zanchetta

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