È il 1946, in un’Italia lacerata, ferita, povera, ma con tanta voglia di sorridere, riparte il Giro d’Italia, il Giro della Rinascita.
Partono in 79, macinano km su km,da nord a sud,da est a ovest,su e giù, valicando monti, fiumi, dialetti.
I corridori sono variegati, colorati, anche per fede politica.
Tra i partecipanti, dietro ad un paio di occhiali neri, c’è un corridore che ha le idee molto chiare in fatto di politica: voterà quando ci sarà il partito della bistecca.
Corre su bici Welter, ma finisce tra gli “aggruppati”, vestendo la maglia del Milan-Gazzetta.
Il suo nome è Luigi Malabrocca.
Vive di piccole cose il Luisin: sogna una vita semplice,gli basta poco e lotta, a modo suo, pedalando, per guadagnarselo, quel poco.
In questo piccolo mondo a pedali le regole sono poche, chiare, spesso non scritte, poiché dettate dal buon senso, dal rispetto.
Esiste un codice d’onore, un codice d’Amore.
Di questo mondo Luigi conosce bene le regole e in questo pedalare, in questo galleggiare, fa la Rivoluzione.
Inverte l’ordine di arrivo.
Arriva ultimo per primo.
Arriva primo per gli ultimi.
Offre al mondo una nuova prospettiva,
un nuovo modo di vedere, di sentire, di vivere.
La sua storia, oggi più che mai,
ritorna, risuona, riecheggia, rimbomba.
Anche io faccio Malabrocca di cognome: sono sua nipote.
Pedalo da ieri, in bicicletta.
Nella vita me la pedalo, da sempre, come tutti.
Credo nelle rivoluzioni, mosse dalle emozioni, fatte di azioni.
Rivoluzione, di chi e per chi non chiede altro che una vita a misura d’uomo.
Uscire di casa a piedi, in bici, e potersi permettere di cogliere lo sguardo di due innamorati, di perdersi nel profumo di un minestrone, di godere delle bellezze che questo nostro meraviglioso paese offre, senza preoccuparsi di essere sfiorati, stirati.
Stabilire una destinazione e arrivarci in qualunque modo, in serenità, non per forza in auto.
Se la Rivoluzione ha come parole chiave buon senso, rispetto, sicurezza, salute, socialità,bellezza…
Se la Rivoluzione è Coscienza in Azione.
Regolate i sellini, lubrificate la catena.
Ci vediamo a Roma, il 28 aprile!

Serena Malabrocca

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