A Bologna la nostra associazione, Salvaiciclisti-Bologna, organizza dal 2013 progetti, eventi e servizi per spingere le persone ad andare in bicicletta. Dal 2011 abbiamo avuto +60% di persone in bicicletta e una nuova consapevolezza sui benefici per lo spazio pubblico, la qualità dell’aria, le relazioni, i tempi di spostamento. Abbiamo organizzato Bike Pride, Università della bicicletta, convegni, seminari, ora anche una scuola per imparare ad andare in bici da adulti, e abbiamo aperto un luogo di servizi, la Velostazione Dynamo, che sta facendo da esempio a tutta Italia.
Ma non basta.
A Bologna abbiamo avuto una forte regressione delle politiche sulla mobilità, fino a sfociare alla colpevolizzazione dei ciclisti con una campagne di multe dall’ambiguo nome di #risvegliocivico che ha multato i ciclisti che usano in doppio senso delle ampie strade del centro storico alle quali non ci sono alternative adeguate se si vuole andare dal punto A al punto B.
A livello Nazionale, questa campagna elettorale, in cui i temi ambientali sono praticamente assenti o quasi, dimostra che la politica è sempre più lontana dalle esigenze delle persone. Lo scorso Governo è riuscito ad approvare una legge quadro per la mobilità ciclistica per la buona volontà di pochi, ma l’operazione più importante, il nuovo Codice della Strada, è rimasta al palo.
E nelle nostre città Vigili che multano i ciclisti invece di provvedere alla sicurezza contrastando l’indisciplina di chi attenta alla vita degli altri sono all’ordine del giorno. Parcheggi in doppia fila, pedoni spaventati ad attraversare la strada, marciapiedi non mantenuti e regolamentazioni illogiche.
Come cambiare questo stato di cose?
Sappiamo che una manifestazione non fa Primavera, ma l’esigenza di tornare in strada a far sentire la nostra voce, a rivendicare il nostro diritto di spostarci, a chiedere un nuovo codice della strada, è prima di tutto un’esigenza umana, personale, e se vogliamo anche emotiva, che molti di noi hanno sentito e sentono in questi mesi.
Per questa ragione, insieme agli attivisti di Salvaiciclisti Roma, stiamo organizzando una nuova Bicifestazione, come quella che nel 2012 portò 50.000 persone ai Fori Imperiali di Roma.
Il 28 aprile vorrei che fossimo in tanti in bici e a piedi a Roma.
Per dimostrare che il movimento ciclistico è vivo.
Per ritrovarci tutti insieme con chi, come noi, ha a cuore il bene comune.
Per conoscerci e tessere nuove alleanze.
Per far sentire la voce dei ciclisti che non sopportano più il silenzio di una politica che non è capace di cambiare.
Pensi che non serva a niente?
La Storia non aspetta.
Sui Simo

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